La storia

Durante il percorso, Presicce cambia tono senza cambiare anima: accanto alle corti e ai vicoli più popolari compaiono i palazzi della borghesia e della nobiltà locale. Qui la pietra è la stessa, ma il linguaggio architettonico diventa più “ordinato”: facciate più simmetriche, logge, balconi, stemmi. Non è un contrasto che divide: è un intreccio. Perché in un borgo vero, il quotidiano e il prestigio hanno sempre camminato sulla stessa strada.

Palazzo Valentini (via Gramsci) porta con sé segni araldici precisi: sulla facciata sono ricordati due stemmi, uno al piano inferiore attribuito ai Castromediani di Limburg e uno al piano superiore alla famiglia Grezio. Si ricorda anche un dato importante: i Grezio risultano stabiliti a Presicce intorno alla metà del XVI secolo. È un dettaglio che “ancora” il palazzo nel tempo, e racconta il radicamento di famiglie che hanno inciso sull’identità urbana del paese, tra proprietà terriere, amministrazione e relazioni sociali.

Palazzo Lia (all’inizio di via Gramsci) è invece un esempio di architettura più “borghese” e teatrale: una facciata che colpisce per la loggia centrale e una certa ricerca di simmetria. Si ricorda inoltre, l’acquisto da parte di Salvatore Lia, che lo rilevò da Giacomo Ricchiuti di Morciano di Leuca. Anche qui, più che la singola data, è importante la trasformazione: la casa cambia proprietà, cambia funzioni, si adatta — come fa il borgo, sempre. Non tutto è “perfetto”, non tutto è rimasto identico: ed è proprio questa continuità viva che rende credibile l’atmosfera del presepe.

Consiglio: guarda questi palazzi come “cornici” e non come monumenti. Sono parte del percorso perché Presicce, non interpreta un’epoca: racconta se stessa.

Immagini

Palazzo Valentini a Presicce

Palazzo Valentini

Palazzo Lia a Presicce

Palazzo Lia